CON-VOCAZIONE: IN DIREZIONE OSTINATA E PRECARIA (di Elisabetta Guido)
Elisabetta Guido è laureata con lode in Lettere Classiche e Moderne presso l'Università degli Studi di Parma. E' un'insegnante precaria e una persona molto disordinata: ha lasciato i Natali in Calabria, la carriera universitaria in Emilia, il cuore in Puglia e lo stipendio in Lombardia. Precaria nel tempo e nello spazio: vive affacciata ai finestrini degli autobus e negli intercity notte; ascoltatrice in un mondo di urlatori; lettrice in un mondo di scrittori; pendolare in un mondo di arrivati.
CON-VOCAZIONE: IN DIREZIONE OSTINATA E PRECARIA.
Se ripenso all'adolescenza, me la ricordo scandita dai suoni di notifica. Ogni sms era un batticuore, capace di modificare in maniera tortuosa e tumultuosa l'andamento di un' apparentemente banalissima giornata. Ci pensate? Ve lo ricordate? Una notifica, un bip, e tutto cambiava: distanze, prospettive, rapporti, risultati scolastici, amicizie decennali… Se ripenso alla me quattordicenne in balia dei meccanismi da Summer Card, sopraggiunge una pena mista a tenerezza e il sorriso di chi ha nuotato nel mare dell'adolescenza e, tutto sommato, ne è uscito vittorioso "come quei che con lena affannata uscito fuor dal pelago a la riva ecc ecc".
Bene, mi piacerebbe parlare di tutto ciò con distacco e con una divertita nostalgia indie, ma qualcosa non torna: semplicemente io questa sensazione ce l'ho ancora. Quindici anni dopo il mio Nokia 3310, vivo una nuova fluttuante precarietà adolescenziale in cui il caos è governato soltanto dall'icona di una bustina che arriva o che non arriva. Ma andiamo con ordine:
Per una come me, anticonformista e poco furba, la scelta universitaria dopo la maturità scientifica era scontata: Lettere. Quando lo dicevo ad alta voce un po' me ne vergognavo...tutti mi guardavano ( giustamente) con lo sguardo di chi dice: "E cosa speri di fare nella vita con una laurea in Lettere? Perché non fai video su YouTube o un provino ad X-Factor come tutti gli altri?". "Ma io voglio fare l'insegnante!" - pensavo, senza dirlo. Pergamena in mano, però, ho iniziato a pensarci più seriamente: "E ora come divento insegnante?"
In Italia diventare insegnanti sembrava semplicissimo: laurearsi e poi, con tanto impegno e studio, superare un concorso.
Poi mi sono accorta che "Concorso" dev'essere il nome di una creatura a tre teste conficcata nel centro della Terra, raggiungibile da anima viva solo in alcuni contesti poetici e allegorici e, rigorosamente, in terzine. Aggirando la retta via, però, si intravede un' altra strada: infilarsi in una graduatoria provinciale e poi risalirla attraverso una raccolta punti: master, corsi d'inglese, di strategie didattiche, di alta ingegneria informatica, di virtual merchandaising, di fisica quantistica, esami universitari di antropologia culturale (purché costino, si intende), oppure...le supplenze!
Come fai a fare supplenze? Intanto ti inserisci in una graduatoria provinciale (ogni tre anni) e aspetti che nella tua casella e mail arrivi la bustina magica: la "CONVOCAZIONE" un messaggio inviato dal codice meccanografico di una scuola e che ti spiega come andrà il prossimo pezzettino della tua vita, perché ti dice in che paese, in che scuola, per quanti mesi o settimane ti lasceranno fare quello che senti essere il tuo lavoro: quello che, più che con noia, professione e passione, tu faresti CON VOCAZIONE.



"lettrice in un mondo di scrittori" Giusto! tutti noi scriviamo scriviamo, a volte manco leggiamo, anche solo quello che scriviamo...
RispondiElimina"In Italia diventare insegnanti sembrava semplicissimo" Vero 40anni fa, ai tempi dei nostri genitori, mio padre a mia madre hanno trovato lavoro come prof il giorno dopo la laurea, pensa che papà insegnava con i suoi prof all'inizio, oggi un sogno.
Sai na cosa, confesso, pensavo: "Elisabetta ha scritto na cosa sul precariato della scuola che palle!" L'ho saputo domenica e l'ho letto ora, perchè voglio seguire sto blog, perchè come già detto mi piaceva l'idea del quaderinino 2.0, e anche se con 2 giorni di ritardo... WOW bellissimo come sei arrivata al punto, non dovevo avere titubanze, è bello come scrivi :)
"così l'animo mio, ch'ancor fuggiva" ;)
Grazie Umberto! <3 :)
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